|
Lo confesso, come amante del vino, sono per il rispetto del terreno che è il nutrimento delle viti e quindi per l’abolizione dei pesticidi chimici e fertilizzanti sintetici. Un’ agricoltura biologica in sostanza garantisce nel tempo un terreno ricco degli elementi naturali necessari alle piante. Ciò non significa che il viticoltore biologico o più estremo, biodinamico, produca necessariamente vino di qualità: la condizione è necessaria ma non sufficiente, ci vuole ben altro.
Detto ciò il vino che ho trovato presso l’enoteca Dolce vino, il Bianco IGT Toscana di Podere Concori 2010 (Pinot Bianco, Chenin Blanc, Gewurztraminer) da agricoltura biodinamica prodotto in Garfagnana mi ha incuriosito. Quella zona della Garfagnana non è infatti una zona propriamente vocata alla coltivazione della vite e lo Chenin Blanc è un vino originario della Loira poco coltivato in Italia.
Gabriele Da Prato nel 1999 avvia il progetto che prevede il recupero di vecchie vigne in una zona difficile, montagnosa e boscosa della Garfagnana, le colline di Fiattoni a Gallicano. Nei 3 ettari esposti a sud si produce: Pinot Bianco, Chenin Blanc, Gewurztraminer, Sangiovese, Syrah e Pinot nero. La passione e l’amore per la propria terra ha permesso a Gabriele di salvare questi vitigni in una zona dove il terroir è tutto da scoprire e la coltivazione della vigna è poco diffusa.
La conduzione agricola è assolutamente biodinamica, favorisce l’inerbimento e l’attività microbica per garantire alle piante un terreno ricco di humus.
Versato nel bicchiere il vino rivela tracce di piccola effervescenza e non totale limpidezza, che testimoniano l’avvenuta macerazione sulle bucce. Il naso è invitante e non banale, vario e cangiante rivela una bella freschezza vegetale poi cenni di pompelmo rosa e nespola, il tutto racchiuso in una intrigante mineralità gessosa. Bocca di godibile pienezza che lascia però condurre il liquido da una piacevole acidità agrumata. In progressione è tagliente e minerale verso il lungo finale con gustosa nota amaricante.
Ho accompagnato questo vino con pizza e mortadella ed ho trovato l’abbinamento piacevole. Sicuramente si sposa con un rombo con patate, con la grassezza di una spigola e poi con i piatti tipici della Garfagnana: le minestre di farro e legumi, i porcini, i salumi.
Vino e produttore veramente interessanti, ci invitano a degustare gli altri 2 vini dell’Azienda: IL Melograno Rosso (Syrah, Pinot Nero e Ciliegiolo) e il Pino Nero in purezza.

|